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lunedì 13 agosto 2012

Kuroko no Basuke (Kuroko no Basket)


Parliamo un po’ di Kuroko no Basuke, l’opera di Tadatoshi Fujimaki che deve ancora sbarcare in Italia.
E’ uno shonen puro, tutti gli elementi tipici del taget vengono a galla sin dalle primissime battute. La storia assume un andamento lineare per primi volumi e, forse, fin troppo semplicistico, ma dal volume 7, grazie ad un colpo di scena necessario, riesce un po’ a spezzare questa linearietà della storia.
Le basi gettate sono piuttosto semplici: Kagami è un giocatore di pallacanestro che, dopo esser stato ammesso alla scuola superiore Seirin, entra a far parte del, mediocre, club di basket della scuola. Ad affiancarlo ci penserà Kuroko, anch’egli una matricola, che pare avere una strana abilità: riesce a celare la sua presenza e ad effettuare passaggi molto rapidi. Kuroko faceva parte della squadra Tohou, nelle scuole medie, chiamata “la generazione dei miracoli”. Squadra imbattibile composta da veri talenti. Una volta capite del abilità e potenzialità di Kagami, Kuroko si offre di fargli da “ombra” perché: “un ombra diventa più scura quando la luce è più forte”.
Impossibile non fare qualche paragone con Slam Dunk e Dogashi. Soprattutto sotto il profilo realistico possiamo affiancarlo a Slam Dunk, mentre per quella componente puramente shonen del manga possiamo accostarlo a Dogashi Kaden. Gli allenamenti, che di solito sono la parte più noiosa di uno shonen sportivo, devo dire che sono piuttosto brevi e ben strutturati grazie anche al supporto di altre squadre che danno una mano ai protagonisti (cosa, per altro, già vista in Slam Dunk). La parte predominante sono le partite sviluppate soprattutto con elementi shonen come: abilità che vengono allo scoperto, azioni irreali e fasi cruciali che, guarda un po’, si manifestano a fine partita. Piano piano nel corso dei volumi vengono approfonditi vari personaggi, grazie a flashback ben piazzati, mentre altri vengono lasciati un po’ in disparte soprattutto alcuni membri della squadra. Questa forse è una lacuna che, credo, verrà colmata con i prossimi volumi. La caratterizzazione dei personaggi è ben formula per alcuni come Kuroko, Kagami, Kise, Midorima e per il capitano Hyuga, mentre per altri come Aomine è abbastanza tipica e stereotipata.
I disegni sono semplici e senza tanti particolari. Riescono a rendere abbastanza bene le scene d’azione; fanno il loro lavoro senza infamia e senza lode. Neanche le cover sono il punto forte dell’autore visto che sono una più insignificante dell’altra.
Nel complesso ho trovato questo manga piuttosto coinvolgente, con i vari pro e contro del target, che difficilmente non potrà avere successo in Italia. Opera che, comunque, non lascerà il segno nel sin troppo vasto palinsesto dedicato al target.

venerdì 10 agosto 2012

Garouden, la leggenda del lupo affamato 1

Eccoci al commento del primo volume di Garouden, la leggenda del lupo affamato.

Volume molto introduttivo che lascia largo spazio ai combattimenti. In particolare seguiremo le gesta di Bunshichi Tanba un lottatore la cui voglia di combattere, di mettersi alla prova e di provare a se stesso, e agli altri, di essere il migliore, il più forte, è irrefrenabile. La sua continua ricerca di rivali capaci di spingerlo al limite lo porterà ad incontrare Kajiwara, un wrestler professionista dalle incredibili capacità. Lo scontro è inevitabile...chissà come andrà a finire.

In generale questo primo volume è abbastanza povero sia sotto il profilo del disegno che sotto il profilo della trama. I compattimenti non sono contornati da spiegazioni come possiamo trovarle in Tough, ma, malgrado questo, risultano abbastanza chiari. Viene considerato uno dei migliori manga di combattimenti quindi è impossibile non dargli più di una possibilità. C'è poco da dire...vedremo i prossimi volumi!

mercoledì 1 agosto 2012

Shingeki no Kyojin cap.35 (L'Attacco dei Giganti)

"Sono piuttosto sicuro che parliamo la stessa lingua"


La muraglia Marie è caduta. I giganti entrano nella zona protetta ed iniziano a fare quello per cui sono più portati: distruggere e mangiare. Vengono subito prese delle contromisure di emergenza per poter informare la popolazione di questa nuova minaccia. Viene accantonata per il momento l'idea di "giganti" infiltrati tra la popolazione e viene dato largo spazio al combattimento.
Compare un nuovo gigante "anomalo", una specie di scimmione altro 17 metri, che sa parlare! Parla infatti con il caposquadra Mike che si era offerto di fare da esca per far fuggire i suoi compagni, i quali hanno il compito di informare la popolazione. Non vengono dette molte cose, per lo più parla il gigante in quanto Mike rimane pietrificato davanti a questa mostruosità. La frase che più mi ha colpito di più la trovare ad inizio post e credo sia un affermazione che può creare qualche ipotesi sui giganti. Questo gigante non è nemmeno certo di parlare la lingua umana per cui mi fa pensare che non tutti i giganti hanno origine umana o, più semplicemente, al fatto che "l'umano trasformato in gigante" (lo scimmione per intenderci) sia di nazionalità diversa rispetto a Mike per cui non è sicuro di parlare la stessa lingua (ipotesi abbastanza improbabile). Non conosce nemmeno le armi umane di difesa contro i giganti e questo mi fa pensare al fatto che i giganti "anomali" non siano uniti o che non si conoscano nemmeno. Quindi salterei l'ipotesi di cospirazione contro i genere umano o forse questi giganti anomali sono inconsciamente manovrati da altri giganti? Comunque il tutto è ancora avvolto da un alone di mistero.
Quindi, direi che questo capitolo è stato abbastanza significativo. Vedremo i prossimi, sono sempre molto fiducioso.


domenica 29 luglio 2012

Blue-Blood Gear: primo volume


Commentino veloce sul primo numero di Blue-Blood Gear:
Numero abbastanza introduttivo che non riesce a soddisfarmi. La storia è quella di un ragazzo che grazie ad una abilità innata riesce a costruire delle "macchine da guerra" chiamate Haguruma. Kodo, questo ragazzo prodigio, è il principe della fazione dal sangue blu che è in guerra con la fazione dal sangue rosso. Il ragazzo, però, crede di costruire delle macchine il cui scopo è quello di aiutare la gente non quello di ammazzarla per cui, dopo averlo scoperto, tradisce il padre e si ritrova dall'altra parte di questa sottile linea che separa i due popoli.
Bah... in generale non mi piace una shonenizzazione di questo tema piuttosto spinoso. Compaiono un po' di stereotipi sulla discriminazione raziale, frasi del tipo: "loro non sono uomini, ma animali!". Kodo è un pischello, per ora, senza carattere, ma che riesce a prendere una posizione sul padre. La sua ingenuità è quesi fastidiosa, ma ci può stare visto che è un ragazzo e che è vissuto in una campana di vetro per tutta la sua vita. Ottima, la reazione del padre che riesce ad espellere il figlio, dopo il tradimento, dal proprio popolo con un: "tu non sei indispensabile!". Questo voler identificare nel padre il male mentre nel figlio la giustizia, mi sembra un po' banalotto anche per uno shonen.
Ci sta pure un lauto tocco di fanservice, che, imho, non dovrebbe proprio comparire in un manga che approfondisce, o quanto meno tratta, questo genere di argomenti. Secondo me con questo tema si poteva costruire un ottimo seinen; non so quali picchi profondi riesca a creare uno shonen e l'argomento, un po', lo richiede. Poi, oh, è un po' presto per giusgere a questo genere di conclusioni!
Vabbè, dai, vedremo il prossimo, almeno per un altro numero voglio seguirlo.

martedì 24 luglio 2012

Eppur... la città si muove! primo volume

Il mio commento, dopo la lettura del primo volumetto, non può che esser positivo.
Ho trovato questo primo volume come una bella boccata d'aria nel palinsento afoso dedicato al genere. La storia è molto semplice: un paio di ragazze lavorano in un maid caffè e noi ne seguiremo i gesti e disavventure; a volte alle prese con l'amore, a volte alle prese con atti di pura follia. Insomma, si tratta di uno slice of life semplice e frizzante. Impossibile non farsi un paio di risate leggendo questo volume grazie agli innumerevoli siparietti comici generati da personaggi con una buona caretterizzazione. Il paragone con Yotsuba, per gerti versi, mi viene spontaneo soprattutto nella storia dei due fratellini che si perdono in città (molto simpatica e dove avviene una scena tra le più comiche del volume). Anche la protagonista ricorda un po' Fuka anche se è decisamente più imbranata e spensierata, forse me la ricarda di più sotto il profilo grafico. Mentre la vecchia che gestisce il maid caffè ricorda un po' la strega di hansel e gretel nel suo intento di attirare clienti (lol). Il volume è strutturato in capitoli autoconclusivi che seguono una vicenda in particolare. Una struttura che può un po' stufare nel lungo periodo, ma che per ora viene sfruttata al meglio.
L'edizione GP, senza infamia e senza lode, non mette i bastoni tra le ruote.
Quindi, nel complesso, non posso che ritenermi soddisfatto di questo primo volume visto che il suo lavoro lo fa più che bene e sono curioso di vedere come si evolverà la storia anche se -va bene anche così-.

venerdì 20 luglio 2012

Cloudy Sky & Prism & Solar Car: primo volume

Letto il primo volume...
Nono, non ci siamo. Troppi stereotipi e forzature in questo primo volume.
Il protagonista, Shota, un ragazzo solitario che mette da parte i soldi per andare all'università, viene "invitato" a far parte di un gruppo di studenti di ingegneria per la costruzione di una Solar Car (veicolo ad energia solare) per una serie di semi-coincidenze. Shota ha perso da piccolo il padre in un incidente stradale ed è per questo che all'inizio non vuole far parte di questo progetto, ma dopo la visita del prof Saeki cambia opinione e decide di collaborare e, nel contempo, di farsi nuovi amici.

Ma la vera banalità di questo manga viene ora: si scopre che la ragazza del gruppo (ragazza che ha dato il via a questo progetto e figlia di un ex prof universitario cacciato dall'università per un incidente stradale), Junko, è proprio la figlia dell'uomo che ha causato l'incidente stradale dove è morto il padre di Shota. A fine volume vediamo anche una bella tavola in cui lei piange dopo aver, accidentalmente (ovviamente), scoperto il fatto!

Ma dai... che è una soap opera messicana?!

Se non fosse stato per quello lo avrei anche apprezzato e non riesco proprio a capire questo banalissimo intrigo. Perchè? Perchèèè?!!!
Peccato, davvero peccato. Il tema centrale, la costruzione della Solar Car, è molto interessante, ma se ci buttano dentro cose così alla rinfusa sono indeciso nel completare l'opera sebbene si tratti solo di due volumi. Non me l'aspettavo proprio da Mistr Moonlight Mile (manga che apprezzo davvero molto). Soprattutto confidavo in un approfondimento sul funzionamento della Slar Car e, magari, qualche considerazione sull'inquinamento ambientale. Mai mi sarei aspettato una shonen ABC... mah...

domenica 15 luglio 2012

Gundam Origini

Bello, molto bello.
Gundam Origini è stato per me una grande scoperta. Non sono mai stato un appassionato dei cari, ad alcuni, mecha e tanto meno delle guerre spaziali. Quindi non posso che essere entusiasta di quest'opera considerata da molti un vero capolavoro.
La trama è appastanza intricata e caratterizzata da varie sottotrame ed approfondimenti soprattutto dei personaggi. L'opera è formata da un cast di personaggi molto vasto, ma, malgrado questo, nessun personaggio passa inosservato e tutti contribuiscono alla realizzazione dello scopo ultimo, una grande battaglia finale. L'atmosfera che si respira è molto tesa ed, in parte, malinconica dove tutti sono messi sotto pressione per poter sconfiggere il nemico. Nemico, il principato di Zeon, governato da un dittatore paragonato, dal padre, a Hitler.  Vengono affrontati anche dei temi abbastanza spinosi come la discriminazione raziale e tutto il pregiudizio che ruota intorno alle "razze", in questo caso distinte solo dallo stato di appartenenza.
Per quanto riguarda i disegni di Yasuhiko credo che rendano molto bene l'opera soprattutto negli scontri, difficile, a volte, realizzare la dinamicità della situazione.
Nel complesso non posso che ritenermi soddisfatto di questo recupero piuttosto costoso.

domenica 8 luglio 2012

Shingeki no Kyojin cap.34 (L'Attacco dei Giganti)

"i titati ci hanno sempre protetto dai titani" 



Ormai concluso lo scontro con Annie si scopre che le mura sono composte da titani
(da qui nasce la frase detta da Armin citata sopra). Pare inoltre che il pastore Nick sia a conoscenza di questo fatto e che non sia il solo. La sua risolutezza nel non proferire parola, malgrado le minacce di morte da parte del caposquadra Hanji, non aiuta i nostri protagonisti a svelare il mistero più grande di tutti: come e da chi sono state costruite le mura? Ma le sorprese non finiscono qui! La muraglia Rose è caduta!

Insomma, la città è sempre sotto assedio e gli scontri non tardano ad arrivare. Un capitolo in cui ci viene spiegato qualcosa, ma poco o nulla rispetto alla mole di misteri introdotti. Sempre molto veloce ed i capiloli di pausa sono praticamente inesistenti. Vedremo i prossimi, sempre molto affascinante questo mango.

domenica 24 giugno 2012

Le Bizzarre Avventure di Jojo: Diamond is Unbreakable.

 Ecco che termina anche la quarta serie de "Le Bizzarre Avventure di Jojo".

Questa serie in generale mi è piaciuta meno della terza. Molto più dinamica e con personaggi caratterizzati un filino meglio rispetto a questa quarta serie. Stardust Crusaders (la terza serie di Jojo) era caratterizzata da un lungo viaggio da compiere per raggiungere e sconfiggere il diavolo in persona, Dio Brando. Mentre in Diamond is Unbreakable (la quarta serie di Jojo) i nostri protagonisti non si muovono mai dal paesino, Morio-cho, nel quale"consumano" la loro normale vita quotidiana. Più di una volta gli scontri si mischieranno alla vita quotidiana dei protagonisti. Hirohiko Araki riesce a sviluppare al meglio le potenzialità di una situazione di questo tipo. Dio Brando non compare in questa serie e questo di fa indubbiamente sentire essendo uno dei migliori antagonisti che si possono trovare nel panorama dei manga.

Coooomunque in questa serie seguiremo le gesta di Josuke Higashikata, figlio illegittimo del vecchio Joseph Joestar, alla ricerca dell'Arco e della Freccia; strumenti capaci di risvegliare il potere stand nelle persone con particolari predisposizioni. A lui si uniranno numerosi complanari e ad ognuno di loro Hirohiko Araki riesce a dare una particolare caratterizzazione e spazio, ma soprattutto a dare una mano a Josuke sarà Jotaro Kujo! I nostri protagonisti riescono a ricuperare L'arco e la Freccia, ma è già stata usata su molte persone, non sembre di buon carattere, per cui dovranno battersi per la pace della cittadina. Si susseguono vari scontri e alla fine il gruppetto si scontra con i killer più spietato di tutti Yoshikage Kira. Come andrà a finire?

Abbastanza semplice nel complesso la struttura del manga. Si può riassumere il tutto con un pimpumpam+trama di fondo+boss finale. Però, Araki riesce a rendere lo scontro una vera partita a scacchi dove non conta la sola forza bruta, ma soprattutto l'astuzia e la creatività della persona. Tutto questo lo ha già dimostrato nelle tre precedenti serie e lo riconferma in questa quarta serie.
Buono nel complesso, imho, inferiore Stardust Crusaders, ma, comunque, molto godibile. 


sabato 16 giugno 2012

Commento The Climber 13

Eccoci al commento del tredicesimo volume di The Climber, l'affascinante opera di Shin Ichi Sakamoto.
In questo volume c'è una svolta all'interno della storia; lo scalatore solitario ha trovato qualcosa da proteggere! Dopo essersi sposato e dopo l'arrivo del suo primo figlio, Buntaro Mori di trova in una situazione di stallo e di profonda indecisione. La nascita di una famiglia porta ad innumerevoli responsabilità per cui Butano vede soffocata la sua più grande passione soprattutto quando questo hobby comporta un grande rischio per la vita del capofamiglia.
Ormai accettata, ma comunque molto felice della nuova situazione, Mori cerca di fare il buon maritino così da riuscire a provvedere alla bambina. Tutto questo viene spezzato dalla visita di un suo vecchio kohai; Takemura è cambiato, ora è come se avesse seguito il cammino lasciato da Mori cioè quello di scalare montagne in solitaria. Mori cerca di porre resistenza, ma il vecchio "compagno" riesce a convincere Mori a seguirlo nel K2 aprendo una nuova strada verso una delle vette più alte del mondo.
In buona sostanza questo è un volume di riflessione dove il protagonista si trova di fronte a due vie: la famiglia e la sua più grande passione (tutto quello che lo ha tenuto in vita finora). Mori cerca di resistere in tutti i modi, ma non riesce a resitere al suo sogno più grande.
I disegno di Sakamoto è accellente come sempre e l'edizione JPop facilita l'acquisto. Ottimo come sempre, in particolare questo volume mi è piaciuto più dei precedenti. Vedremo i prossimi...

venerdì 8 giugno 2012

Limit commento ultimo volume

Questo mese si conclude pure Limit della Keiko Suenobu.
L'autrice mi piace abbastanza. Di lei ho letto Life, che ho trovato particolare anche se un po' esagerato, e Vitamin, un buon volumetto unico che "ricalca" (messo tra virgolette perchè ha scritto prima Vitamin di Life) lo stesso tema trattato in Life che, vista anche la brevità dell'opera, riesce a renderlo più equilibrato. Coooomunque, ritornando a Limit, pure quest'opera mi è piaciucchiata abbastanza.
Le basi sono abbastanza semplici, uno scuolabus cade da una rupe, la classe viene decimata ed i pochi sopravvissuti dovranno riuscire a resistere fino all'arrivo dei soccorsi (perchè alla fine arrivano lol) e fare i conti con il loro lato più oscuro.
L'evoluzione della storia è quasi maccabra. Ogni persona si trasforforma rivelando il loro lato più animale e perverso. E' difficile mantenere la propria integrità in situazioni al limite, come accade in Limit. Ogni personaggio deve, prima di tutto, tenere d'occhio i compagni perchè vengono a saltare ogni legame di amicizia, la propria vita viene prima di qualsiasi altra cosa anche a scapito degl'altri. Questo è quello che si viene a creare per gran parte dell'opera, ma tutto deve esser rovinato dal finale.
Cosa capita alla fine?
L'amicizia trionfa sempre! Siiiii!!! I cinque amici sopravvivono, vengono confessati i propri peccati e si forma un'amicizia che durerà er l'intera vita!
Cosa si può desiderare di più?
Danno pure un bel calcio in culo agli amici scomparsi visto che non li vanno manco a trovare al cimitero perchè "tanto loro non si muovono mica da lì, dobbiamo aspettare pure l'altro idiota".
Vabbè, il finale non è mai stato il punto forte dell'autrice; nelle sue opere troviamo solo happy end abbastanza prevedibili e banalotti. Speriamo che nella prossima opera riesca a creare un finale più in linea con il resto della storia.
Ci sono forzature abbastanza evidenti tra le quali il fatto che la strada si trovi a pochi metri sopra di loro, possibile che non riescano a raggiungerla? Possibile che si accorga che che un autobus precipita da una strada? dovrebbe lasciare segni abbastanza evidenti, no? ecc...
Comunque, senza fermarsi a pensare troppo, la storia è piuttosto interessante e ricca di colpi di scena. Il disegno è semplice, ma buono e pure la Planet fa la sua porca figura con una buona edizione.
Insomma, se volete una storiella con tema principale la "sopravvivenza" e non volete leggere porcate come Battle Royale allora credo che Limit sappia soddisfarvi.


martedì 5 giugno 2012

Homunculus commento ultimo volume


E con il 15 si conclude anche Homunculus.
Un manga davvero particolare dove l'autore, come ha dimostrato anche in Ichi the Killer, non ha paura di osare. Questo ultimo volume conclude tutto e nulla. La voglia di Susumu di scavare nella sua anima, di trovare il suo io interiore e di trovare uno scopo nella vita lo ha portato alla pazzia. Gli homunculus vengono definiti come "la verità". Interpretazione strana, forse si riferische alla rappresentazione del subconscio umano. Quella realtà che si cela dentro tutti noi e che teniamo nascosta agli occhi di chi ci sta intorno. Il manga tenta di "descrivere" il genere umano cercando di rappresentarlo sotto vari aspetti. Vuole scalfile quella superficialità, quell'aspetto, quella giostra rappresentata dalla quotidianità; quella voglia di mantenere apparenze e di trascorrere una vita finta dove non vi è spazio per il proprio "io". Il tutto porta allo smarrimento come è capitato a Sususmu. Ha cambiato vita, ma sentiva che quella vita non gli apparteneva e che tutto gli girava intorno, voleva qualcosa di più, qualcosa che lo facesse sentir vivo. Voleva capire chi era e qual'è il suo scopo nella vita.
Nel complesso è un manga strano e difficile da definire; ti lascia sempre spiazzato alla fine di ogni volume. Senza ombra di dubbio da provare almeno i primi volumi.
L'edizione Planet Manga e senza infamia e senza lode. Giustificabili i 7 euro per un manga così particolare e difficile.

martedì 22 maggio 2012

Capitolo 33 di Shingeki no Kyojin (L'attacco dei Giganti)

Capitolo numero 33 di Shingeki no Kyojin (sarò breve perchè ho molti problemi di connessione).
Un bellissimo capitolo bomba! Scoperta la vera identità del gigante femmina, grazie ad ottime supposizioni di Armin, che per una volta nella sua vita si dimostra utile, Annie si trasforma titano. Eren però non si trasforma a comando come Annie per cui dopo un momento di paura riesce ad autoconvincersi del fatto che è indispensabile uccidere Annie poiche si dimostra priva di sentimenti ed ammazza uomini come fossero mosche.
Pim pum pam Eren si trasforma ed inizia lo scontro tra i due titani. Eren sembra avere la meglio quindi Annie batte in ritirata cercando di scalare le mura, ma Mikasa riesce a fermarla ed Eren a bloccarla! Per Annie sembra finita, la stanno estraendo dal corpo, ma un TITANO (sembra quello alto 50 metri) distrugge "dall'interno" le mura, dorme all'interno delle mura? Non erano infiltrati tra gli umani?
 Mamma quanta carne al fuoco ragazzi, questo finale di capitolo era davvero inaspettato e lascia una grande voglia di proseguire nella lettura. Ottimi, come sempre questi colpi di scena dove l'autore si dimostra pieno di idee e capace di osare.
Vediamo il prossimo, purtroppo dovremmo aspettare un mese. Vabbè, lasciamolo lavorare in pace visto che sforna capitoli l'uno meglio dell'altro.

Anche per oggi è tutto, alla prossima.